A Cadero “Il Paese dove si respira l’Arte”

Mosaico Cadero

A Cadero “Il Paese dove si respira l’Arte”

In un periodo in cui il distanziamento sociale impera e gli spazi chiusi sono pressoché off-limits, si va riscoprendo l’importanza della vita all’aria aperta e, ormai da un anno a questa parte, si assiste a una lenta rinascita dei piccoli borghi, soprattutto montani, che costituiscono un patrimonio storico e culturale di cui l’Italia è particolarmente ricca, ma che troppo spesso rischia di cadere nell’oblio.

Non fa eccezione Cadero (con l’accento sulla a), un antico nucleo montano della costa lombarda del Lago Maggiore, posto a 596 m. s.l.m. e ora frazione del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca, raggiungibile percorrendo la strada che porta al Passo Forcora.

Con una popolazione residente che fatica a raggiungere le cinquanta anime, anche Cadero rischiava di seguire le sorti di tanti villaggi delle nostre Alpi, ormai pressoché disabitati, ma grazie a un bellissimo progetto artistico, che ha visto la collaborazione di diversi soggetti, nel 2015 il Paese è stato oggetto di una profonda trasformazione, che lo ha reso a tutti gli effetti un museo a cielo aperto.

Tutto parte da un’intuizione di Gianpietro Pugni, mosaicista milanese, e di un suo amico, il Prof. Claudio Gobbi, docente di Tecniche di Arte Musiva presso la Scuola di Progettazione Artistica per l’Impresa; il sostegno dell’allora amministrazione comunale guidata dal Sindaco Fabio Passera, e il contributo fondamentale dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, retta dal Dott. Riccardo Romagnoli, hanno fatto il resto, e a giugno 2015 si è assistito all’inaugurazione del progetto “Cadero: il Paese dove si respira l’arte”, che oggi conta ben 37 mosaici “creativi” raffiguranti soggetti di varia natura e 20 cartelli recanti i nomi delle vie, molti realizzati dagli allievi dell’Accademia stessa.

Un lavoro non di poco conto, considerato che ogni opera è stata attentamente studiata ed elaborata, poiché per realizzare un mosaico ogni tessera va tagliata e applicata singolarmente e, come vedrete, ci sono alcune opere di dimensioni non indifferenti. L’obiettivo, però, ovvero il sostegno dello sviluppo culturale e la valorizzazione del territorio montano grazie alla promozione della vocazione turistica di questi luoghi, era talmente importante che ha fatto sì che in breve tempo si giungesse al completamente dell’opera e ora tutti noi possiamo godere dei risultati di questa sinergia.

Il mio consiglio, quindi, è di non considerare più Cadero come un’eventuale sosta mentre percorrete la strada che conduce al Passo della Forcora, ma di programmare una vera e propria visita in questo bellissimo territorio, dove passeggiando per le strette vie, quasi accarezzando le sue case in pietra, oltre ad ammirare queste opere d’arte apposte su edifici sia pubblici che privati, avrete l’occasione di vedere l’antico lavatoio, visitare la Chiesa di San Silvestro, risalente al XII secolo, e oltrepassando di poco i confini di questa frazione, arriverete al bellissimo santuario di Penedegra, realizzato interamente in sasso. In poche parole, un vero tour artistico, durante il quale vi sembrerà di fare un viaggio indietro nel tempo, respirando arte, cultura e aria buona.

Ora andremo a scoprire i dettagli del progetto grazie all’intervista a uno dei suoi ideatori, Gianpietro Pugni.

Buongiorno Gianpietro e benvenuto nella community di Voglia Di Lago Maggiore!

Direi di cominciare proprio da lei, ci racconti qualcosa della sua professione.

Sono un ex-imprenditore, ora pensionato, che finalmente ha del tempo da dedicare ad un hobby che mi soddisfa.

Com’è nata l’Idea del Progetto “Un Paese dove si respira l’Arte”?

Da tempo volevo realizzare qualcosa per Cadero, paese dove è nato mio nonno, mio padre, dove ho trascorso nei mesi estivi parte della mia infanzia e mai abbandonato.
L’idea arrivò per caso, grazie ad una vacanza nel paese insieme all’amico Claudio Gobbi, docente anche di arti musive, che condivise il mio desiderio.
Decidemmo di proporre una mostra permanente di mosaici su i muri rustici del paese, con il supporto dell’Accademia di belle arti Santagiulia di Brescia (dott. Riccardo Romagnoli) presentammo il progetto al comune di Maccagno ( dott. Fabio Passera), molti studenti lo scelsero come tesi di laurea e contribuirono alla realizzazione del progetto che è stato inaugurato nel 2015.

Cosa raffigurano i mosaici esposti?

I mosaici esposti sono a tema libero, in accordo con tutte le parti, questo ha portato ha maggiore adesione in breve tempo, il progetto è stato ideato, progettato ed inaugurato nel giro di un anno.
Un grazie alle allieve dell’Accademia che hanno realizzato e donato le loro opere, 31 mosaici.

Lei ha contribuito attivamente, realizzando anche alcuni dei mosaici esposti ce ne vuole parlare?

Il mio primo mosaico rappresenta il ladro della Gioconda, posto sulla parete della casa dove per 2 anni è stata tenuta nascosta, volevo fare un mosaico che valorizzasse la storia del paese e da questo mosaico è nata la passione alla quale dedico gran parte del mio tempo.
Nel paese sono esposti altri miei mosaici:
Figure femminili in un campo di papaveri, Gatti alla finestra, Il giglio, Corsa nel bosco, Gli aerostati e le 20 vie del paese.

Se le chiedessi un consiglio da vero local, ovvero un punto di particolare interesse che non bisogna assolutamente mancare recandoci a Cadero, oppure un posticino tipico dove mangiare, quale posto consiglierebbe?

La chiesa di San Silvestro con meridiana posta sul fianco dalla stessa, il lavatoio, le stradine caratteristiche sono tutte un salisciendi, come lo strettissimo vicolo Pugni e per i più temerari arrivare fino in cima al paese “al canun” dove si può ammirare il panorama ed un secondo lavatoio antico a ridosso dei boschi.
Nelle vicinanze, San Rocco un balcone sul lago, il passo della Forcora con i suoi impianti di sci e una vista..da una parte il lago maggiore dall’altra la Svizzera.
Per andare a mangiare qualcosa di veloce ci si può fermare al circolino di Cadero altrimenti consiglio la trattoria Saredi ad Armio ed un giro all’azienda agricola Piandulares, famosa per i formaggi di capra del luinese.

Ottimo, grazie mille per il tempo che ci ha dedicato e tutte queste preziose informazioni, direi che ci sono alcuni spunti interessanti per scrivere altri post! Cadero merita ben più di una sosta di passaggio e mi auguro di aver contributo a farlo conoscere.

Io ricordo a tutti i nostri lettori che possono continuare a seguire i vostri progetti sui relativi account Instagram, direttamente sul suo @gianpietropugni, quello del Prof. Gobbi @voglia_di_mosaico (beh, che dire le affinità con Voglia di Lago Maggiore iniziano già dal nome) e su quello dell’Accademia @accademiasantagiulia.

Noi invece ci vediamo sull’account Instagram e Facebook di Voglia di Lago Maggiore, ma non dimenticate che per offerte e iniziate riservate a chi ci segue, vi attendo nel gruppo FB Voglia di Lago Maggiore – Community.

Ora vi lascio andare a preparare la vostra prossima visita a Cadero. A presto!

Si ringrazia per le foto: Gianpietro Pugni e Daniele Pugni.

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